Il settore IT italiano tra piccole imprese e alta specializzazione dei propri professionisti. Pubblicato lo studio Anitec-Assinform

Più di 87 mila aziende e 430 mila addetti (pari al 2% delle imprese e al 2,7% degli occupati in Italia), per un valore aggiunto prodotto pari al 3,7% del PIL. Il comparto IT italiano ha sempre più peso nell’economia del Paese. A dirlo i dati diffusi dal nuovo report “Il settore IT in Italia” a firma di Anitec-Assinform in collaborazione con Istat e NetConsulting cube.

Un comparto importante, quindi, ma costituito da aziende piccolissime, formate in media da 4,9 addetti, con il risvolto che le grandi (oltre 250 addetti) realizzano non più del 41% del valore aggiunto. Dato, questo, che obbliga a una riflessione sull’importanza dell’aggregazione tra queste realtà per la costituzione di filiere produttive nel settore. Filiere che servirebbero anche a dare continuità al lavoro de 22% delle imprese e 32% degli addetti che si occupa di creazione di software, al 74% delle imprese e 54% degli addetti che si occupano di servizi IT e alle pochissime imprese che costruiscono hardware.
E ancora, il settore IT è quello che registra un’alta produttività del lavoro, che, per addetto, è superiore del 40% al resto dell’economia. È inoltre un comparto molto giovane: 6 aziende su 10 non hanno più di 10 anni. Quasi il 60% di valore aggiunto viene da imprese che ha meno di 16 anni. E giovani e qualificati sono anche i lavoratori che impiega: la maggior parte ha tra i 30 e i 49 anni; 1 impiegato su 3 nel settore IT ha una laurea e più di 9 su 10 hanno contratti a tempo indeterminato. Le unità locali e gli addetti si trovano prevalentemente in Lombardia (25%) e Lazio (12%), seguite da Veneto, Piemonte, Emilia Romagna.

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L’IT è anche il settore che ha risposto prima ai cambiamenti dopo la crisi: nel solo 2015, con i primi cenni di ripresa, le imprese sono aumentate di circa 2mila unità e gli addetti di circa 11mila, con una crescita del peso di software e servizi. È emersa inoltre una maggiore propensione a rinnovare offerta e modelli organizzativi, ad aumentare la qualità dei prodotti e dei servizi offerti e a stringere relazioni tra imprese.
Buone le previsioni di fatturato per il 2017 (il 78% delle realtà IT prevede crescita) e grande l’interesse per l’evoluzione dell’offerta, con un aumento dei servizi di consulenza per la Digital Transformation, il Cloud e le componenti degli ambiti IoT, Industry 4.0, Mobile/App, Big Data/Analytics e applicativi verticali a supporto del core business. Alto, inoltre, l’interesse a innovare il prodotto (lo è per oltre il 60% delle aziende) e il servizio (ancora il 60% delle imprese).
Rimane problematico il finanziamento dell’innovazione: il 66% delle aziende - in larghissima parte realtà piccole e fornitori Web/hosting - non beneficia di alcun supporto finanziario. Prevalgono i finanziamenti delle amministrazioni regionali e centrali, ai quali però accedono prevalentemente le aziende più grandi.
Lo studio completo è scaricabile da questo link

 

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