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ConnectIT: Ricerca, Competitività e Capitale Umano per il Futuro Digitale della Puglia – Distretto Produttivo dell’Informatica Pugliese

BARI – Si è tenuto questa mattina, 24 aprile 2026, presso l’Auditorium dell’ITS Apulia Digital a Bari, il nuovo appuntamento di ConnectIT, il ciclo di seminari tematici promosso dal Distretto Produttivo dell’Informatica Pugliese. L’incontro, moderato da Francesco Longo, membro del comitato del Distretto, ha tracciato la rotta per un’integrazione sempre più stretta tra il mondo della ricerca, le imprese e le istituzioni.

L’apertura dei lavori è stata affidata ai saluti istituzionali del Presidente del Distretto, Claudio Tinelli, seguiti dall’intervento di Giacomo Cassone per Apulia Digital Maker (ITS). Cassone ha evidenziato come l’offerta formativa dell’ITS sia sempre più in simbiosi con le imprese: non solo percorsi di studio, ma un terreno comune dove le aziende diventano protagoniste attive della formazione degli studenti.

La Ricerca come motore di crescita comune

Il cuore tecnico dei lavori è iniziato con l’intervento di Tommaso Di Noia (Politecnico di Bari). Attraverso una presentazione interattiva, Di Noia ha dimostrato come la collaborazione tra impresa e università in ambito ricerca non sia solo una questione di budget, ma di persone. Ricercatori, dottorandi e studenti sono il motore dell’innovazione. Tuttavia, il cambio di paradigma necessario riguarda la percezione stessa dell’istituzione accademica: investire nella ricerca con le Università non significa semplicemente accedere a finanziamenti pubblici. Per l’azienda, scegliere l’Università vuol dire scegliere un partner che agisce a tutti gli effetti come un fornitore strategico, capace di garantire tempi certi e competenze d’eccellenza per presidiare tecnologie specifiche. A tal proposito, Di Noia ha sottolineato la natura simbiotica di questo rapporto: «Collaborare con l’Università conviene a tutti: l’azienda acquisisce un vantaggio competitivo reale e l’Università cresce e si evolve nel confronto costante con le sfide del mercato, innescando un circolo virtuoso di sviluppo per l’intero territorio».

L’evoluzione del Made in Italy: dalle radici alle filiere abilitanti

Particolarmente significativo l’intervento di Francesco Paolo Vania (MIMIT), che ha ridefinito il concetto di “eccellenza italiana”. Al Made in Italy tradizionale si affiancano oggi i pilastri della nuova economia: spazio, difesa, salute, blue economy e industrie culturali. In questo scenario, il Digitale agisce come una delle filiere abilitanti e trasversali fondamentali per sostenere il valore economico nazionale.

Per sostenere questo patrimonio, Vania ha presentato il Libro Bianco del Made in Italy, illustrando 5 opportunità concrete: Piano Transizione 5.0, Voucher Cloud, Beni Strumentali (Nuova Sabatini), Sviluppo Competenze e IPCEI CIC. «Il Made in Italy non è solo un bollino», ha concluso Vania, «è un atto di responsabilità e un contributo concreto alla reputazione del Paese su cui ogni impresa ha il dovere di investire».

Tecnologie Emergenti e PA: oltre il prodotto, verso il valore condiviso

L’intervento di Marco Mastrapasqua (Esperto presso il Dipartimento per la Trasformazione Digitale) ha analizzato le tecnologie emergenti come leva fondamentale per la competitività. Il messaggio centrale ha superato la semplice dotazione tecnica, puntando sulla qualità e sulla “visione” dell’innovazione: l’interoperabilità, specialmente attraverso piattaforme come la PDND, diventa un requisito industriale per scalare il mercato della PA, così come la sicurezza e la conformità (AI Act, NIS2) non sono vincoli ma garanzie. Mastrapasqua ha concluso sottolineando che il vantaggio competitivo risiederà nella capacità di unire prodotti sicuri a un pensiero critico allenato a riconoscere ciò che conta davvero.

L’Intelligenza Artificiale come Ecosistema Socio-Tecnico

Con il suo intervento, il Prof. Donato Malerba (Università degli Studi di Bari) ha spostato l’attenzione sulla natura complessa dell’Intelligenza Artificiale, definendola non come un semplice strumento, ma come un vero e proprio ecosistema socio-tecnico. In questa visione, il valore nasce dalle interazioni tra tecnologia e capitale umano. Ispirandosi al modello finlandese, Malerba ha lanciato la proposta di creare un “Barometro Pugliese”: uno strumento regionale in grado di mappare e mettere a sistema competenze, tecnologie e necessità del comparto ICT per orientare in modo preciso gli investimenti strategici sul territorio.

La visione della Regione Puglia: competitività e semplificazione

Sebastiano Leo, Assessore al Bilancio e alla Finanza della Regione Puglia, ha poi delineato una strategia volta a costruire una Puglia competitiva e inclusiva attraverso una PA digitalizzata e un accesso rapido alle opportunità per le imprese. In merito alla sospensione dei bandi PIA e MiniPIA, l’Assessore ha rassicurato la platea: la pausa tecnica, dovuta all’altissima partecipazione, è finalizzata alla gestione dei fondi, con gli uffici già al lavoro per il rifinanziamento delle misure.

Conclusioni: La forza della rete e la sfida dei capitali

Nelle conclusioni, Giuseppe Modugno, Vicepresidente del Distretto, ha spiegato come il Distretto Produttivo dell’Informatica Pugliese agisca come soggetto aggregatore tra imprese, istituzioni e ricerca, fungendo da volano per i mercati internazionali. L’obiettivo è creare valore unendo sinergicamente le competenze per partecipare a progetti comuni attraverso la creazione di consorzi e reti d’impresa.

In chiusura dell’evento, un ricco dibattito fra imprenditori e relatori ha messo in luce il tema degli investimenti e del Capital Venture. Il Presidente Claudio Tinelli ha offerto una riflessione schietta sulla crescita dimensionale: «Il nostro imprenditore medio fatica a “cedere” le quote perché ha paura di perdere il controllo dell’azienda. I giovani e le nuove generazioni capiscono invece che il partner finanziario è un booster. Dobbiamo avere il coraggio di fare autocritica per capire quanto siamo davvero in grado di scalare».

L’appuntamento di ConnectIT si conclude con un mandato chiaro per le imprese del territorio: abbandonare l’isolamento strategico e trasformare la somma delle singole eccellenze in una forza collettiva, l’unica capace di attrarre investimenti, scalare i mercati internazionali e guidare con consapevolezza la trasformazione digitale della Puglia.